mercoledì 14 marzo 2012

Diffidate..

..da messaggi come questo! 

"Care sorelle creative, la vostra attività a livello hobbistico comprende la vendita di oggetti acquistati e rivenduti che siete pregate di far sparire dalle vostre pagine oppure siete pregate di farvi il mazzo e aprire una partita iva. Non vi disturbo più, almeno in prima persona".

Questa persona sta inviando a random questo messaggio.
Le destinatarie sono creative, le più svariate, che di fronte a questo messaggio non sanno che pensare!
Per il discorso fatto nel post precedente, avete capito che la P.I. in alcuni casi non è necessaria! Serve se volete esser sicure che nessuno vi possa romper le scatole, in parole povere!
Ma, non serve se il vostro guadagno (in un anno) non supera i 6 mila €. (cifra che è stata modificata nel corso dello scorso anno, prima la soglia minima era pari a 5 mila € annui)
Questo però non vuol dire che voi siate evasori fiscali! Perchè l'unica cosa che vi viene richiesta e di rilasciare una ricevuta non fiscale (blocchetto acquistabile in negozi quali Buffetti o qualsiasi altro negozio che venda materiale per ufficio vario), da compilare e consegnare al vostro cliente, qualora vi sia una vendita. Da quello che ho capito la ricevuta non fiscale deve esser accompagnata da una marca da bollo, ma non mi è chiara la situazione, su questo mi devo ancora informare, io per il momento ho il mio blocchetto di ricevute non fiscali che compilo col mio codice fiscale, il prezzo e il prodotto venduto.

Avere quindi una P.I. all'attivo, significa dichiarare che quello che vendiamo (e di conseguenza il guadagno ricavato) è il nostro unico sostentamento. Con quello noi ci viviamo, quindi ci paghiamo bollette, affitto e spese varie.
Al contrario, esser un'hobbista/creativo/artigiano/artista riconosciuto dalle varie associazioni (quindi privo di P.I.) dichiara (è una cosa sottintesa) che il guadagno ricavato non serve al suo sostentamento.
Molti hobbisti, infatti, hanno un lavoro alle spalle e quello che fanno serve solo e semplicemente per reintegrare le spese dei materiali (compro, vendo e ricompro i materiali che mi servono).

Suppongo che la persona che sta diffondendo tale messaggio, si sia ritrovata di fronte persone con false licenze o più semplicemente non è informata a sufficienza sulla questione..

E' bene informarsi soprattutto in situazioni così delicate anche per capire cosa fà al caso nostro.


Alla prossima, Sara.


Ps. : ricordando a tutte voi, che esser un creativo o un artigiano, vuol dire dare vita ad un materiale qualsiasi e non comprare un oggetto già pronto e rivenderlo spacciandolo per nostra creazione. Se volete vendere materiali finiti, mi spiace informarvi che, in questo caso, la P.I. diventa necessaria.

3 commenti:

  1. io credo che ci siano dei regimi di esonero, come in agricoltura, per i quali la partita IVA la devi fare all'agenzia delle entrate ( gratis in 5 minuti dichiarando il presunto volume d'affari: es 1.000 euro l'anno). dopodichè con quella partita Iva non hai alcun obbligo se non quello di tenere le fatture d'acquisto dei materiali e, se vendi ad attività commerciali, quella di tenere una copia dell'autofattura che l'attività commerciale si fa con il tuo numero di partita iva (quindi magari fatti un timbrino). Per la vendita a privati non necessita nemmeno la ricevuta non fiscale. ma comunque è sempre meglio avere dietro copia del foglio dell'agenzia delle entrate col numero di attribuzione della partita iva. La domanda che mi pongo è: se non sono tenuto a fare nemmeno la ricevuta... come faccio a sapere quando supero la soglia dei 7.000 euro oltre i quali devo cambiare regime fiscale? superare i 7.000 euro in agricoltura vuol dire organizzare già l'attività in una certa maniera piuttosto professionale, ma se avessi un buon raccolto di tartufi non sarebbe poi così fantascientifico nemmeno per un hobbysta. Quindi dove sta il controllo del superamento della soglia? probabilmente "si narra" che dopo 2-3-4 anni l'agenzia delle entrate possa verificare l'attività, ed eventualmente chiudere la partita iva in caso di assenza di attività. e proprio per questo occorra conservare le fatture di acquisto dei materiai impiegati, copia delle autofatture di vendità a commercianti e magari e ricevute non fiscali di vendita ai privati. Con una partita IVA in regime di esonero (che si fa all'agenzia delle entrate in 15 minuti e gratis) nessuno può dirti che vendi in nero.

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  2. il controllo viene fatto sul bilancio delle attività a cui tu vendi, tutte le volte che appare il tuo numero d partita IVA,

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  3. Anonimo, ho scritto un post sull'argomento P.I. per un artigiano/hobbista precedente a questo
    lo trovi qui http://sarottahandmade.blogspot.it/2012/03/mercatino-si-partita-iva-no-grazie.html

    Artigiani e Agricoltori hanno p.i. differenti, sostenere una p.i. per un'hobbista non è certo semplice, visto e considerato che, essendo hobbista non vive di quel ricavato..
    Il discorso è molto più complicato di quel che sembra, ma se non associati si gira normalmente con un autocertificazione.
    Un hobbista o creativo o piccolo artigiano (chiamalo come più ti aggrada) per altro, non può partecipare a più di tot mercatini l'anno (ogni comune ha una sua "soglia") e posso assicurarti che per quanto tu possa vendere in un mercatino artigianale non arriverai mai a fare 5 mila € annui di incassi, perchè per un creativo la soglia da non superare è 5 mila €.
    Con le ricevute non fiscali, che si rilasciano ad ogni vendita è presto fatto sapere quando si supera la soglia e quindi capire che è il caso di aprire una p.i. Ma si presume sempre che per un hobbista quello non è il principale guadagno, guadagno che non andrebbe nemmeno a coprire le spese annue di una p.i. che sarà anche gratuita da aprire ma da mantenere no.

    Ma queste cose rimangono sempre alla coscienza di una persona.

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